22 nov 2009

Ci sentiamo una collettività più moderna

Bene bene… Ne avrete fin sopra i capelli di triangoli, moustaches, Kai, Dane e compagnia bella. Siamo all’ ultimo capitolo in quanto Modern collective e’ finalmente acquistabile su Itunes! Non resta che entrarne in possesso! Noi lo abbiamo già fatto e Venerdì 20 abbiamo organizzato in fretta e furia una premiere. Alle 21:30 il tasto play veniva premuto e i fortunati presenti godevano della prima visione Italiana….

Prima di tutto iniziamo col dire che all’Ikea lo snobbattissimo articolo d’arredamento “Pirämidö” subirà’ un impennata improvvisa nelle vendite.

Buio, fumo, I nomi irradiati direttamente sui protagonisti con un proiettore si alternano a spezzoni video con manovre inumane e scenari surfistici che neanche in paradiso immaginereste, hanno da sottofondo una traccia musicale che non nei toni, ma nelle parole citate risulta perfetta nel dare il senso di cosa lo spettatore si troverà’ a vedere…
Ripreso il fiato dall’introduzione, il video comincia seguendo un crescendo dove le musiche, le immagini e le manovre aumentano d’intensità’ mantenendo alta l’attenzione dello spettatore inducendolo a volerne di più’!

L’opera ( chiamiamola cosi’) e’ divisa in capitoli, ognuno e’ incentrato su un posto diverso nel mondo che in alcuni casi e’ legato protagonisti come loro terra d’origine. Kai, in ogni capitolo si concentra sull’insieme, non sul singolo surfer ottenendo delle jam session fantastiche dove ogni surfer spinge il successivo a dare di piu’ rendendo il tutto nel complesso sbalorditivo.

Ognuno dei protagonisti e’ decisamente caratteristico. Mitch Coleborn,rilassato, da quell’idea di nonchalance nel fare i tricks che ogni cosa sembra talmente scontata e facile al punto di domandarsi:”ma io che surfo a fare se non so’ ancora fare un rodeo mentre leggo il corriere?” Coleborn e’ sicuramente uno dei migliori goofy footers al mondo.

Yadin Nicol, e’ lo stronzetto dai modi accattivanti vi colpira’ sicuramente con i suoi air reverse 360 ruotati a velocità assurde con inclinazioni impossibili, sembra che chiudere manovre gli sia dovuto..
yadin

Dane Reynolds, distaccato, appare meno frequentemente nei vari trips forse per via di un infortuno alla caviglia che lo colpi’ alla fine dell’anno scorso, ha un tale repertorio di manovre che ci si stupisce come possa ricordarsele tutte ed eseguirle in combo su onde all’apparenza insurfabili. Gli piace poi complicare le cose usando tavole che nessuno dei suoi colleghi degnerebbe di nota.
Dane Reynolds

Dusty Payne, il perfetto imperfetto, la schiena inarcata, il culetto a pizzo,ha l’impostazione e le carte in regola per diventare una macchina da contest perfetta si trova a suo agio su tutti i tipi d’onda, dalla scoreggetta su sabbia alla caverna sottomarina su tavolato di roccia, tuba e mulinella in aria che e’ una bellezza..
dusty

Jordy smith, Superman, lo si potrebbe chiamare così vedendo la facilita’ con cui decolla nella suddetta manovra che esegue ancora più in alto su onde sinistre! Lo si potrebbe definire anche la Carla fracci del surf dato che con i suoi quasi due metri di statura si libra ad altezze impressionanti. Vince sicuramente l’oscar come protagonista!
jordy

Dion Agius, lo sporco bastardo, in senso buono ovviamente, bastardo perché un tempo era un bodyboarder e quindi lo si potrebbe definire un meticcio, sporco perché la sua surfata ha un nonsoche’ di imperfetto, ma compensa il tutto con delle manovre che farebbero impallidire qualsiasi ortopedico! Le sue ginocchia di gomma resistono benissimo agli atterraggi alla base dell’onda dopo un alley-oop full rotation o a quella “manovra” che non anticipiamo, ma che di sicuro nessun altro ha mai fatto…vince il premio per la creativita’.
dion

Breve apparizione di Craig Anderson, il deportato, a confronto con Mitch e Jordy e’ un moscerino, ad ogni Trick si penserebbe che il vento lo stia per portare via, invece, lo aiuta solo a levitare piu’ alto…
craig

Probabilmente alcuni non concorderanno con questa nostra idolatrazione, ma per il suo genere MODERN COLLECTIVE, ha vinto il premio come miglior video mai prodotto.